Le maggiori aziende cosmetiche hanno fatto cartello per alzare i prezzi!

Questa è una notizia che risale a circa un mese fa, ma purtroppo è passata abbastanza inosservata, nonostante la gravità dei suoi contenuti.
Si tratta di una notizia bomba, che molte aziende vorrebbero far passare sotto silenzio, ma è bene che tutti sappiano.

L’Antitrust ha inflitto una pesante multa a ben 15 aziende multinazionali del settore cosmetico: si tratta di Unilever Italia Holdings, Colgate-Palmolive, Procter&Gamble, Reckitt-Benckiser Holdings (Italia), Sara Lee Household & Body Care Italy, L’Oreal Italia, società Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts & Co, Beiersdorf, Johnson & Johnson, Mirato, Paglieri Profumi, Ludovico Martelli, Weruska&Joel, Glaxosmithkline Consumer Healthcare, Sunstar Suisse e dell’Associazione Italiana dell’Industria di Marca-Centromarca.

Il garante – nella delibera – sostiene che queste 15 aziende “risultano aver dato vita ad un complesso sistema di alterazione delle dinamiche competitive nel settore nazionale dei prodotti cosmetici commercializzati attraverso il canale retail finalizzato al coordinamento degli aumenti dei prezzi di listino comunicati annualmente agli operatori della Grande Distribuzione Organizzata attraverso un costante e pervasivo scambio di informazioni sulle principali variabili concorrenziali”.

La multa è di 81 milioni di euro ed è stata inflitta per comportamenti restrittivi della concorrenza. Tradotto: queste aziende almeno dal 2000 al 2007 hanno fatto cartello, ovvero si sono accordate tra loro per tenere i prezzi dei cosmetici più alti del dovuto e guadagnarci di più alle nostre spalle!
L’Oreal è stata l’azienda più sanzionata con oltre 24 milioni e mezzo di euro. Fa piacere scoprire queste cose.

Pagheranno di meno la Henkel (che ha denunciato il cartello) e la coppia di aziende Colgate-Palmolive e Procter&Gamble che hanno aderito al programma di clemenza, ma sempre colpevoli rimangono.

Qui potete scaricare il pdf con la delibera ufficiale dell’autorità garante della concorrenza e del mercato.

Direi che questa è proprio la goccia che fa traboccare il vaso: oltre a cercare di vendere prodotti che di naturale non hanno nulla (se non il nome), tutte queste aziende ci hanno preso in giro per anni ed anni con i loro prezzi gonfiati.

Come consumatrice sono indignata, ringrazio di aver smesso da parecchio tempo di acquistare i loro cosmetici e mi ripropongono di diffondere questa notizia il più possibile, tra amici e conoscenti.
Viva i cosmetici naturali, ancora più di prima.

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2 risposte

  1. Ciao Ashanti, ho voluto riportare questa notizia perchè come al solito sono cose che passano inosservate. Le dicono, ma poi in mezzo a tutto il resto ci si dimentica in fretta.
    Se però io scopro che un’azienda (in questo caso 15 grandissime aziende e multinazionali) per anni complottano alle spalle di tutti noi per lucrarci sopra, cerco di dare massimo risalto alla cosa e farlo sapere a tutti.
    Dato che sono state coinvolte praticamente tutte le maggiori aziende, la risposta del consumatore non può essere che una sola: passare ai cosmetici naturali ed ecobio, che sicuramente non riservano queste brutte sorprese!

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